Aggiungi un commento13 ott 2007 > Ai margini dello sguardo
13 Ottobre 2007: Inaugurazione mostra Sabato 13 ottobre 2007, alle ore 17.30, nella Sala esposizioni dei Chiostri di San Domenico a Reggio Emilia (via Dante Alighieri, 11), si inaugura la mostra Ai margini dello sguardo. L’arte irregolare nella collezione Menozzi. Promossa dalla Biblioteca Panizzi e curata da Bianca Tosatti, la mostra presenta circa trecento opere di grafica scelte tra i 2.300 fogli che il collezionista reggiano Dino Menozzi ha sapientemente raccolto in quarant’anni di appassionate ricerche e che ora ha voluto offrire con un gesto di straordinaria generosità alla sua città, donandola al Gabinetto delle Stampe "A. Davoli" della Panizzi. Si tratta di una collezione unica nel suo genere, costituita da opere su carta, disegni, incisioni, dipinti, collages, che ben rappresentano le varie tendenze di quella che viene definita "Arte irregolare", cioè di tutte quelle espressioni artistiche che vanno dall'Art Naïf all'Outsider Art, dall'Art Brut ai Singulièrs francesi. Il Gabinetto delle Stampe "A. Davoli" si viene così ad arricchire di un eccezionale patrimonio che documenta l’attività di artisti italiani e stranieri che si esprimono nei termini dell’immediatezza, della spontaneità, dell'urgenza creativa, del dramma interiore, al di là dei canoni artistici tradizionali, delle regole del mercato, delle convenzioni accademiche, dei condizionamenti sociali. Ne esce una visionarietà affascinante, a volte tenera a volte drammatica e lacerante, che suggestiona e commuove, perché esprime ciò che fa profondamente parte del nostro essere, ma che rimane quasi sempre "fuori campo", oltre la ragione e ai margini dello sguardo. Un mondo per lo più sconosciuto, perché corre parallelo rispetto ai canali dell'arte tradizionale, ma che sarà una scoperta avvincente e un'occasione di riflessione per tutti coloro che a diverso titolo si interessano di arte contemporanea in tutte le sue declinazioni. Un'occasione che la Biblioteca Panizzi non ha voluto mancare, consapevole del proprio ruolo nel conservare e valorizzare un patrimonio che ora appartiene alla comunità. La mostra, che si avvale del sostegno della Fondazione Manodori, è ad ingresso gratuito e rimarrà aperta fino all'11 novembre 2007 con il seguente orario: Una sua sintetica presentazione è consultabile presso il sito internet della Biblioteca Panizzi all’indirizzo: http://panizzi.comune.re.it. Nota sulla Collezione Menozzi Dopo l'impatto, nel 1965, con l'opera di Antonio Ligabue e con quella di Pietro Ghizzardi nel 1967, ai quali dedica due apprezzati documentari in 16 mm., e dopo alcuni contatti con Cesare Zavattini nel 1968, Dino Menozzi diviene parte attiva nella costituzione (aprile 1969) di un'associazione privata (che assumerà in seguito la denominazione di Circolo Amici dell'arte naive) che si prefigge lo scopo dell'approfondimento della conoscenza dell'espressione primitiva e naive, attraverso la promozione di iniziative culturali e la realizzazione di un archivio fotografico. Nel 1971 Menozzi pubblica il volume La grafica naive nella bassa padana, che cerca di ricostruire la storia del fenomeno naïf. Nell’occasione promuove l'attività grafica di una serie di naïfs delle province di Reggio, Parma e Mantova e cura la tiratura di un centinaio di incisioni che costituiscono il primo nucleo della raccolta. La collezione viene incrementata anche tramite le tirature di lastre (una al mese) effettuate per i soci del Circolo. Nel 1978 il Circolo si scioglie e l'attività di promozione di grafica prosegue con la pubblicazione, a cura di Dino Menozzi e di Walter Carlino, del Catalogo nazionale di grafica naive, nel quale vengono proposte 50 acqueforti di 25 autori in campo nazionale. Da questo momento Menozzi, che dal 1974 dirige la rivista L'arte naive, prosegue autonomamente nella raccolta di materiale grafico, sviluppando tutta una serie di contatti con l'estero ed effettuando, attraverso acquisti e permute, cospicue acquisizioni. Nel 1995, constata la sempre crescente involuzione dell'espressione naïf, che nel frattempo è diventata una tendenza consapevole, un fenomeno imitativo, la rivista amplia il proprio campo d'indagine al settore delle espressioni degli outsiders, dei singuliers, hors-les-normes, sino alle creazioni della cosiddetta art brut. Questo ampliamento dell'indagine critica favorisce anche lo spostamento di interesse, a livello di raccolta, di esemplari di grafica (incisioni e disegni), verso le più stimolanti e sorprendenti manifestazioni espressive dell'arte marginale o irregolare, completando e arricchendo considerevolmente la collezione di opere grafiche che hanno raggiunto ora i 2.300 esemplari.
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