Duccio Costantino

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Il sipario a prima vista sembrava chiuso, poi le tende in velluto rosso scuro quasi nero si aprirono lentamente. Una luce giallo chiaro, praticamente bianca, illuminava un uomo che stava fermo in piedi al centro della scena. Zoom sul volto.
Una lacrima scivolava piano sul cerone bianco dell’uomo, l’espressione era immobile, imperturbabile, quasi morta. All'improvviso l'uomo gridò con tutta la sua forza. L'urlo potentissimo squarciò il soffitto in cristallo del palazzo. Le vetrate andarono in frantumi.Il fracasso dell'esplosione sonora spavento l'unico spettatore presente che se ne scappò via ridendo. Oltre lo squarcio era possibile vedere il cielo, e l'uomo, mantenedo la sua posizione, alzò lo sguardo lentamente verso il soffitto divelto.Il cielo fuori era bianco e le scie nere tracciate dai fumi dei razzi spaziali, a propulsione ultra nucleare, sono ancora visibili.
Una forma imprecisata di esseri abitano quel cielo bianco e noi non possiamo far altro che ammirarne la bellezza.

Blog: The Lost Word of Duccio

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